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Submission Preparation Checklist

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  • The submission has not been previously published, nor is it before another journal for consideration (or an explanation has been provided in Comments to the Editor).
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  • Where available, URLs for the references have been provided.
  • The text is single-spaced; uses a 12-point font; employs italics, rather than underlining (except with URL addresses); and all illustrations, figures, and tables are placed within the text at the appropriate points, rather than at the end.
  • The text adheres to the stylistic and bibliographic requirements outlined in the Author Guidelines.

Author Guidelines

NORME DI CARATTERE GENERALE PDF

Invio dei contributi: Si accettano contributi in italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco. I testi saranno valutati, in forma anonima, dal Comitato Direttivo e da referees internazionali, anch’essi coperti da anonimato. I contributi vanno inviati entro il 31 marzo attraverso la sezione Submission della rivista.

Per comunicare con la redazione: drammaturgia.n.s@sagas.unifi.it; lorenavallieri@gmail.com

Abstract: Ogni articolo deve essere accompagnato da un abstract, in italiano e in inglese, dell’estensione di non più di 200 parole, che evidenzi le questioni affrontate, le metodologie e le conclusioni.

Parole chiave: Da un minimo di tre a un massimo di cinque, in italiano e in inglese.

Autore: all’inizio del saggio, centrato, inserire nome e cognome dell’autore in maiuscoletto (iniziali in maiuscolo) in Garamond  12.

Titolo del saggio: centrato, tutto in maiuscolo in Garamond 12.

Titoli dei paragrafi: in minuscolo corsivo in Garamond 12 (senza punto finale). L’eventuale numerazione che precede i titoli va invece in tondo.

Testo: in Garamond 12.

Note: a piè di pagina in Garamond 10. Il numero in esponente della nota va sempre dopo l’eventuale segno di interpunzione, virgolette, parentesi, trattini, ecc.

Maiuscole: solo quando indispensabili.

Capoverso: indicato chiaramente facendo rientrare di alcuni spazi il rigo.

Illustrazioni: in bianco e nero, devono essere di qualità professionale per permettere una buona riproduzione. Si consiglia l’uso dell’estensione .JPG e un’alta risoluzione. Se il materiale consegnato è sottoposto a diritto d’autore, spetta all’autore richiedere preventivamente il permesso per la riproduzione.

1. Accentazioni: attenersi al criterio corrente. Distinguere È da E’. Distinguere inoltre perché da cioè, e simili.

2.a. Citazioni fuori testo: in corpo 10, al vivo (cioè a tutta giustezza) e senza virgolette (attenzione se rientrando nel testo si richieda il rientro a capoverso o no). Le omissioni vanno sempre segnalate con tre puntini spaziati tra parentesi quadre ([…]); va sempre collocato un segno di interpunzione prima o dopo le parentesi quadre salvo che l’omissione sia molto breve in un discorso continuo.

2.b. Citazioni nel testo: solo se brevi. Vanno tra doppie virgolette basse (« »). Per eventuali citazioni interne alla citazione usare, via via, le virgolette alte (“ ”), gli apici (‘ ’), il corsivo. Le omissioni vanno sempre segnalate come qui indicato al punto 2.a.

2.c. Citazioni drammaturgiche (fuori testo, nel testo o in nota): indicare l’atto (in numero romano in maiuscoletto) la scena (in numero arabo) la battuta (in numero arabo) [senza punto tra atto scena battuta]. Es.: i 2 45-50. Non va nessun segno tra il nome del personaggio (in maiuscoletto, iniziale in maiuscolo) e le battute; lasciare però due spazi bianchi.

2.d. Citazioni filmiche: indicare la sequenza (in numero romano in maiuscoletto), l’inquadratura (in numero arabo) [dividere con virgola la sequenza dall’inquadratura]. Esempi: seq. iii, inq. 4; seqq. xvi-xx, inqq. 4-12.

2.e. Citazioni da lingue straniere e dal latino: se brevi (ossia nel testo) in tondo e tra virgolette basse (« »). Se estese (ossia fuori testo) in tondo con traduzione in nota.

N.B. In tutte le citazioni usare cfr. o v. e simili quando si rinvia genericamente al contenuto dell’opera e delle pagine specifiche che si indicano; non usare né cfr. né v. o simili quando si riportano passi o frasi contenuti nell’opera cui si rinvia.

3. Indicazioni bibliografiche

    • autore/i: per la prima citazione: nome (puntato in maiuscolo) e cognome (in maiuscoletto, iniziale in maiuscolo); per le citazioni successive della stessa opera: solo il cognome (salvo in casi di omonimia). [Non usare mai l’abbreviazione AA. VV.]. Si registrano i primi tre autori dell’opera. Quando gli autori sono più di tre si indica solo il primo seguito dalla formula et al.
    • Titolo (ed eventuale sottotitolo): in corsivo i titoli di libri, saggi, ecc. Tra virgolette basse (« ») e in tondo i titoli di riviste, atti accademici e simili.
    • Indicazione di eventuale curatore/i, traduttore: nome (puntato in maiuscolo) e cognome (in maiuscoletto, iniziale in maiuscolo). Si registrano i primi tre curatori dell’opera. Quando i curatori sono più di tre si indica solo il primo seguito dalla formula et al.
    • Note tipografiche: luogo di stampa, editore (obbligatorio; o tipografo per le edizioni antiche), anno di stampa, con eventuale numero d’ordine dell’edizione in esponente, pagina (p.) o pagine (pp.); oppure: fascicolo di rivista, ecc.

4. Altre indicazioni

  • Opere citate più volte: non usare l’abbreviazione cit. Trascrivere nuovamente il cognome dell’autore e parte del titolo. Es.: Albini, Nel nome di Dioniso, cit., p. 140.
  • Id.: citazione immediatamente successiva dello stesso autore all’interno della stessa nota.
  • Ivi: citazione che si riferisce allo stampato cui si sia fatto riferimento nella citazione immediatamente precedente.
  • : citazione che si riferisce alla stessa pagina cui si è fatto riferimento nella citazione immediatamente precedente.
  • Le parentesi quadre vanno usate oltre che per indicare le omissioni (cfr. 2.a.) anche per eventuali osservazioni dell’A. interne a una citazione (per es.: [sic!]).
  • Virgolette: virgolette basse (« ») per le citazioni nel testo (cfr. 2.b.), nei richiami (per es. di parole o di passi di brani cit.), nei titoli di riviste (come specificato sub 3). Apici (‘ ’) quando si voglia comunque dare risalto al testo e per le sfumature di significato. Apici (‘ ’) anche nella citazione di titoli all’interno di altri titoli in corsivo (es.: Per il testo della ‘Betia’).
  • Le barrette oblique (/) vanno usate per indicare, nella riproduzione diplomatica di frontespizi di libri o di testi, la divisione dei righi (si userà la barretta doppia per segnalare la fine della pagina o il capoverso, e simili): la barretta va preceduta e seguita da spazio se capita fra due parole, non va spaziata se la fine del rigo divide in due una parola; ugualmente si userà la barretta nelle citazioni tra virgolette di brevi brani poetici per indicare lo stacco tra un verso e l’altro. Peraltro la barretta non va spaziatain casi d’uso corrente (es.: Visconti/Pietrangeli; ’49/’57).
  • Nelle citazioni di gruppi di pagine, quando non si usi la formula: s. o ss., indicare il numero d’arrivo con tre cifre (es.: pp. 16 e ss.; oppure: pp. 113-115, 1112-113, 1208-209).
  • Indicare per esteso: a) gli anni (es.: 1545-1565); b) le carte dei manoscritti (es.: cc. 221v.-222r.); le pagine segnate con numerazione romana (es.: pp. xviii-xix) [N.B. numeri romani in maiuscoletto].
  • Le segnature dei manoscritti e dei libri in biblioteca, come i riferimenti bibliografici (libro, capitolo, paragrafo, verso, ecc.), vanno dati con le lettere o i numeri di riferimento spaziati senza virgole o punti (es.: Laur. xlii i; Magl. ii iv 250; Morgante, iv 27 7) [N.B. numeri romani in maiuscoletto].

5. Abbreviazioni, sempre in tondo e senza spaziatura interna:

a. aa.

= anno, annata; -i, -e

anast.

= anastatica

art.

= articolo

c. cc.

= carta, -e

ca.

= circa

C.L.

= campo lungo

C.LL.

= campo lunghissimo

cap. capp.

= capitolo, -i

cfr.

= confronta

cit.

cm.

= citato, -i

= centimetro, -i

cod.

= codice, -i

col. coll.

= colonna, -e

ded.

= dedica

ecc.

= eccetera

ed. it.

= edizione italiana

ediz.

= edizione, -i

f. ff.

= foglio, -i

fasc.

= fascicolo, -i

fig. figg.

= figura, -e

ill.

= illustrazione, -i

inq. inqq.

= inquadratura, -e

introd.

km

= introduzione

= chilometro, -i

l. c., ll. cc.

= luogo citato, luoghi citati

lib.

= libro, -i

M.D.P.

= macchina da presa

M.F.

= mezza figura

M.P.P.

= mezzo primo piano

ms. mss.

= manoscritto, -i

n.

= nota, numero (e se genera confusione num.)

n.n.

= non numerato

n.s.

= nuova serie

p. pp.

= pagina, -e

pp. n.n.

= pagine non numerate

par.

= paragrafo, -i

partic.

P.P.

= particolare

= primo piano

P.P.P.

= primissimo piano

prefaz.

= prefazione

r. [in corsivo]

= recto

rist.

= ristampa

sec. secc.

= secolo, -i


s. ss.

= seguente, -i

s.a.

= senza anno (di stampa)

s.d.

= senza data

seq. seqq.

= sequenza, -e

s.i.t.

= senza indicazioni tipografiche

s.l.

= senza luogo

s.v.

= sotto voce

tav. tavv.

= tavola, -e

to.

= tomo, -i

trad.

= traduzione, -i

trad. it.

= traduzione italiana

v.

= vedi

v. [in corsivo]                               

= verso di una carta

vol. voll.

= volume, -i

v. vv.

= verso, -i

Invece vanno sempre per esteso le seguenti parole:

facsimile

postfazione

presentazione

recensione

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