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Author Guidelines

LAYOUT DI PAGINA

Testo

Font e corpo: Garamond, corpo 12;  Interlinea: esatta, 14 pt;  Rientri speciali: rientro prima riga 0,3 cm

Note a piè di pagina

Font e corpo: Garamond, corpo 10; Interlinea: esatta, 12 pt; Rientri speciali: rientro prima riga 0,3 cm

CRITERI EDITORIALI

Per citazioni lunghe e/o brani portati a testo e isolati dal discorso, o per digressioni da rendere in corpo minore: Garamond, corpo 10, con rientro a sinistra e a destra di 0,5 cm e rien- tro prima riga di 0,3 cm.
Per edizioni di testi e documenti: titolo (se previsto) Garamond, corpo 12; regesto Garamond, corpo 12, interlinea esatta 0,5 cm, rientro prima riga 0,3 cm; note introduttive ed ecdotiche: Garamond, corpo 10, interlinea esatta 0,4 cm, con rientro a sinistra e a destra di 0,5 cm e rientro prima riga di 0,3 cm.

CITAZIONI BIBLIOGRAFICHE

I. Norme generali.

1. Autore.

Iniziale del nome puntata (se i nomi sono due, iniziali puntate di entrambi), cognome in maiusco- letto. Se gli autori sono due o tre, separare con trattino breve o con una virgola; nel caso di più ditre autori si dà direttamente il titolo dell‟opera (senza l‟indicazione AA.VV.).
Se il nome dell‟autore è in latino riportarlo al nominativo (qualora si ritienga opportuno conserva- re la forma latina), oppure renderlo in volgare se questa è la forma più comunemente usata: se del caso, estrapolare il nome dell‟autore dal titolo che appare sul frontespizio (es.: Dictionarii seu reper-torii moralis Petri Berchorii... diventa P. BERCHORIUS, Dictionarii seu repertorii moralis...).

2. Curatore; prefatore o introduttore.

Si indica dopo il titolo con l‟iniziale del nome puntata e il cognome in carattere minuscolo tondo, preceduti da “a cura di” (o sinonimi nelle altre lingue europee) es: F. BRANDILEONE, Scritti di sto- ria del diritto privato ..., a cura di G. Ermini, ...; Briefsteller und Formelbücher ..., bearb. von L. Ro- ckinger, ... Qualora l‟espressione “a cura di” si riferisca al responsabile di un‟edizione critica difonti, il cognome si renderà in maiuscoletto. Se i curatori o gli editori sono più di uno, separare i loro nomi con una virgola, es.: I capitolari itali- ci. Storia e diritto della dominazione carolingia in Italia, a cura di C. Azzara, P. Moro...
Nel caso di prefazioni o introduzioni firmate ci si regolerà a seconda del contesto, es.: Le più anti- che carte del Capitolo della Cattedrale di Benevento (668-1200), ed. a cura di A. CIARALLI, V. DE DONA- TO, V. MATERA, con Introduzione di V. De Donato, Roma 2002, ma V. DE DONATO, Introduzio- ne a Le più antiche carte del Capitolo della Cattedrale di Benevento (668-1200), ed. a cura di A. CIARALLI, V. DE DONATO, V. MATERA, Roma 2002.

3. Titolo.

In carattere corsivo, anche se si tratta del titolo di un saggio in un‟opera collettanea o in una rivi- sta, separato dal nome dell‟autore con una virgola; riportare la punteggiatura come da frontespizio (se manca, separare le partizioni con un punto).
Atti di convegno: corsivo per il titolo e tondo per “Atti del convegno.... località, data”, es.: Libri e documenti d'Italia: dai Longobardi alla rinascita delle città. Atti del Convegno dell‟Associazione Italianadei Paleografi e Diplomatisti, Cividale del Friuli, 5-7 ottobre 1994, a cura di C. Scalon, ...

Opere in più volumi: se ogni volume è dotato di un sottotitolo autonomo, questo va trattato co- me gli altri titoli, e quindi va posto in corsivo dopo il numero del volume e la virgola, es.: Storia di Ravenna, II, Dall’età bizantina all’età ottoniana, 1, Territorio, economia e società, a cura di A. Carile, Vene- zia 1991. Nel caso di edizioni critiche di documenti in più volumi, quando il singolo volume ha come sottotitolo le date estreme dei documenti in esso contenuti, si indichino gli estremi crono- logici in carattere corsivo e senza parentesi, es.: R. BENERICETTI, Le carte ravennati del decimo secolo. Archivio Arcivescovile, II, 957-976, Faenza 2002.

4. Note tipografiche.

Luogo e data di edizione si danno nella lingua in cui figurano sul frontespizio senza alcuna sepa- razione (es.: Roma 2000; Augustae Taurinorum 1873). Luogo di edizione: indicare non il luogo di stampa, ma la sede sociale dell‟editore; quando manca, adoperare la sigla s.l. (= senza luogo). Data di edizione: sempre in cifre arabe, escludendo il giorno e il mese, qualora presenti, nonché even-tuali espressioni come “anno Domini”, “anno salutis”, “stampato nell‟anno”; se la pubblicazione non ha data, ma è possibile presumerla, indicare tra parentesi quadre, altrimenti adoperare la sigla s.d. (= senza data).

Per edizioni successive alla prima, porre il numero dell‟edizione in esponente (es.: A. PRATESI,Genesi e forme del documento medievale, Roma 19862).
Opere in più volumi, editi in luoghi o in anni diversi: se ci si riferisce all‟opera completa, indicare le date estreme, separate da un trattino breve (e senza “vol./voll.”, es.: M. FANTUZZI, Monumentiravennati de’ secoli di mezzo, I-VI, Venezia 1801-1804); se si cita un singolo volume, indicare le note tipografiche relative solo a quello.

Ristampe anastatiche: indicare le note tipografiche del volume originale, seguite da: “rist. anast.”,luogo di edizione, editore e data tra parentesi tonde, es.: L. SCHIAPARELLI, Raccolta di documenti la- tini, I, Documenti romani, Como 1923 (rist. anast. Torino, Bottega d‟Erasmo, 1969).

5. Collane.

Indicare il titolo della collana, seguito da virgola e dal numero del volume, in carattere tondo e tra parentesi tonde, dopo l‟anno di edizione e se necessario prima delle pagine, es.: I placiti del “Re-gnum Italiae”, a cura di C. MANARESI, I-III, Roma 1955-1969 (Fonti per la Storia d‟Italia, 92, 96- 97); Das Verbrüderungsbuch der Abtei Reichenau (Einleitung, Register, Faksimile), hrsg. von J. AUTEN- RIETH, D. GEUENICH, K. SCHMID, Hannover 1979 (M.G.H., Libri Memoriales et Necrologia. Nova Series, I), pp. xx-yy.

6. Pagine, carte, colonne. Tavole.

Il numero delle pagine, delle carte, delle colonne si fa precedere dalle sigle p./pp., c./cc. (con rper recto e v per verso, in corsivo non puntati), col./coll.
La prima volta che si cita un articolo o un contributo all‟interno di un volume miscellaneo, indica- re sempre per esteso le pagine estreme (es.: pp. 118-132, e non 118-32), seguite dall‟eventuale rin- vio specifico al luogo che interessa: es. P. SUPINO MARTINI - A. PETRUCCI, Materiali ed ipotesi per una storia della cultura scritta nella Roma del IX secolo, in «Scrittura e civiltà», 2 (1978), pp. 45-101, qui (oppure: in particolare) p. 77.

È ammessa la citazione: p. 75 s.; non sono ammesse citazioni generiche del tipo: pp. 4 e ss.
Per indicare una molteplice localizzazione del riferimento bibliografico si può usare passim.
Se si cita un volume in generale non si dà il numero delle pagine.
Se si fa riferimento ad una o più tavole usare le abbreviazioni tav./tavv., seguite dal numero ro- mano o arabo come figura nel testo.

II. Opere e autori citati più volte.

1. Opere citate più volte.

Se una pubblicazione è già stata citata una volta, nelle citazioni successive indicare il solo cogno-me dell‟autore, in maiuscoletto, e le prime parole del titolo seguite dall‟abbreviazione “cit.” (intondo) e dal numero della pagina o delle pagine che si intendono citare (es.: SUPINO MARTINI - PETRUCCI, Materiali ed ipotesi cit., pp. 45-47).

Se la citazione di un‟opera segue immediatamente un‟altra citazione della stessa opera, indicareibid. (in corsivo), seguito dal numero della pagina o delle pagine; se le due citazioni coincidono anche nel numero delle pagine indicare solo ibidem per esteso.

2. Autori citati più volte.

Se alla citazione dell‟opera di un autore segue immediatamente la citazione di un‟altra opera dellostesso autore, indicare ID. in maiuscoletto: l‟abbreviazione è neutra, e quindi si adopera anche perautori di sesso femminile.

III. Articoli di periodici.

1. Autore e titolo del saggio. Annata, fascicolo, pagine.

La citazione di un saggio pubblicato in un periodico deve comprendere: nome dell‟autore, titolo del saggio, titolo del periodico preceduto da “in”, numero del fascicolo/annata, anno (tra paren- tesi tonde), numeri estremi delle pagine tra le quali è compreso lo scritto citato. Fornire tutti gli altri dati (serie, fascicolo) solo se necessari per il reperimento della rivista, es.: ..., in«L‟Archiginnasio», XXIX-XXXI (1933-1936), pp....; ..., in «Felix Ravenna», 3a s., LXXVI (1958),pp....; in «Bullettino dell‟Istituto storico italiano per il Medio Evo», 106/2 (2004), p.... Non si deve indicare né l‟editore, né lo stampatore del periodico né il luogo di edizione; se del caso, indi- care quando l‟anno effettivo di stampa differisce sensibilmente da quello di edizione, es.: ..., in«Studi Romagnoli», XLI (1990, ma 1994), ...

2. Titolo del periodico.

Il titolo va riportato per esteso (non sono ammesse abbreviazioni né del titolo, né delle singoleparole), in tondo, tra virgolette doppie « ... ». Se il titolo comincia con un articolo, questo deveessere incluso nelle virgolette e non assorbito nella preposizione “in” che precede l‟indicazione del titolo del periodico (es.: ..., in «Le carte e la storia», e non : ..., nelle «Carte e la storia»). L‟usodelle sigle (senza punti) è consentito purché ne sia dato lo scioglimento in una bibliografia iniziale in forma abbreviata (es: ASI = «Archivio storico italiano») oppure nella prima citazione in nota,es.: ..., in «Archivio storico italiano» [d‟ora in poi ASI], ... Tali sigle non vanno comunque tra vir- golette.

3. Numeri monografici.

Nel caso si citi un numero di rivista dedicato a un tema monografico e dotato di un titolo specifi- co, inserire questo come elemento principale, seguito dalle indicazioni relative al fascicolo dellarivista tra parentesi tonde e precedute da =, es.: ..., in Civiltà comunale. Libro, Scrittura, Documento.

 

Atti del Convegno, Genova, 8-11 novembre 1988 (= «Atti della Società ligure di Storia Patria»,n.s., XXIX, fasc. II, 1989), pp....

IV. Opere straniere tradotte.

Se si è consultata la versione originale, fare riferimento ad essa, indicando, se possibile, i riferi- menti alla traduzione, es.: H. BRESSLAU, Handbuch der Urkundenlehre für Deutschland und Italien, I-II, Leipzig-Berlin 1912-19312 (trad. it. Manuale di diplomatica per la Germania e l’Italia, a cura di A.M. Voci Roth, Roma 1998 [Pubblicazioni degli Archivi di Stato. Sussidi 10]). Se invece si è consultata la versione tradotta, fare riferimento esclusivamente a questa, es.: H. BRESSLAU, Manuale di diplomatica per la Germania e l’Italia, trad. it. di A.M. Voci Roth, Roma 1998 (Pubblicazioni degli Archivi di Stato. Sussidi 10).

V. Manoscritti e documenti.

Elementi essenziali per la citazione di un manoscritto (abbreviato ms./mss.) sono: nomedell‟autore, eventuale titolo dell‟opera (in corsivo), segnatura.

1. Manoscritti: autore e titolo.

Indicare sia il nome che l‟eventuale „cognome‟ dell‟autore per esteso e in maiuscoletto nella linguadel manoscritto (se in greco o in latino al nominativo), eventualmente fornendo la variante in volgare tra parentesi tonde es.: NICOLAUS DE TUDESCHIS, ....; PETRUS DE BELLAPERTICA (Pierre de Belleperche), ...; IRNERIUS, ...

2. Documenti: data cronica e topica.

Per i documenti citati in testo o in nota (abbr. doc./docc.) fornire sempre la data cronica (se- quenza giorno-mese-anno), e la data topica in tondo (tra «...» se nella forma in cui è presente neldocumento).

3. Segnatura.

Comprende: nome della città in maiuscoletto, denominazione dell‟istituto di conservazione intondo, indicazione del fondo di appartenenza e di sue eventuali sottopartizioni pure in tondo,numero d‟ordine, se del caso seguito da c./cc. (con r per recto e v per verso, in corsivo senza punti); l‟uso di sigle è ammesso, purché se ne dia lo scioglimento alla prima occorrenza (con la formula“d‟ora in poi” tra parentesi quadre). Es.: CITTÀ DEL VATICANO, Biblioteca Apostolica Vaticana[d‟ora in poi BAV], Vat. lat. 1406, cc. 12v-15r; MILANO, Archivio di Stato [d‟ora in poi ASMI], Museo Diplomatico. Sec. XI, n. 557.

VI. Siti web.

Citare sempre l‟URL completo tra parentesi angolari; menzionare sempre la data dell‟ultima con- sultazione: es. <http://corsair.themorgan.org> [consultato il 26.10.2010].

TESTO

1. Brani citati.

Brani di altri autori riportati testualmente: in tondo, fra « ... »; segnalare le eventuali omissioniall‟interno della citazione con tre puntini tra parentesi tonde. Se il brano citato supera le tre righe deve essere stampato in corpo più piccolo, vedi sopra. Nel caso di citazione nella citazione, va u- sato un diverso tipo di virgolette («... “...” ...»).

Segnalare le eventuali integrazioni al testo tra parentesi quadre (es.: «la sua [scil. di Carlo Magno]figura storica...»),

2. Parole straniere.

Parole in lingua diversa da quella del contributo in corsivo; citazioni testuali in lingua diversa da quella del contributo, in tondo, fra virgolette «...».

3. Punteggiatura.

I segni di interpunzione dovranno sempre seguire le parentesi, le virgolette o i numeri di nota.

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