https://doi.org/10.36253/rea-17605

Editoriale

Un bilancio per guardare al futuro



Quando, intorno al 2017, il CREA e la SIDEA decisero di rilanciare questa rivista – dandole una nuova collocazione nel panorama delle riviste nazionali, ma con uno sguardo attento anche al posizionamento internazionale – gli obiettivi e il percorso del processo furono fissati con grande chiarezza. In primo luogo, occorreva conquistare uno spazio tra le altre riviste – più o meno recenti – apparse in Italia, che avevano fin da subito scelto di allinearsi pienamente ai parametri della moderna ricerca e pubblicistica scientifica internazionale. Pur inserendosi in questo stesso filone – grazie anche alla composizione dei comitati di direzione e del comitato scientifico internazionale che si sono succeduti – la rivista ha sempre offerto uno spazio per il dibattito nazionale sull’implementazione delle politiche europee, nazionali e locali, in una cornice di assoluto rigore scientifico.

L’ampliamento del comitato scientifico internazionale a nuovi Paesi e a nuove discipline in dialogo con l’economia e la politica agraria ha rappresentato un efficace riconoscimento del posizionamento della rivista in ambito internazionale, consentendo a una nuova generazione di studiosi formatisi in contesti lontani e diversi di confrontarsi in una sede capace di garantire qualità dei risultati e certezza della diffusione. Allo stesso tempo, si è voluto assicurare uno spazio ampio e crescente ai contributi dei giovani ricercatori e delle giovani ricercatrici, così da favorire la circolazione di nuove idee, nuovi approcci scientifici e nuove metodologie all’interno della nostra comunità.

Grazie anche alla proficua collaborazione con i gruppi di lavoro SIDEA e con le numerose attività di ricerca del CREA, la rivista ha progressivamente valorizzato nuove tematiche e approcci interdisciplinari, ampliando il proprio campo di interesse al food system e alle food policy, alle politiche territoriali e locali, alla sostenibilità ambientale e al cambiamento climatico, nonché alle relazioni tra sistemi agroalimentari, produzione e consumo di cibo, città e aree rurali. Questi sono alcuni esempi di tematiche che hanno esteso il campo di azione della rivista e che testimoniano la sempre maggiore complessità delle questioni che la disciplina dell’economia agraria e l’analisi delle politiche agricole e rurali devono affrontare.

Soprattutto, la Rivista è divenuta un punto di convergenza tra l’economia agraria e quei saperi vicini che ne ampliano lo sguardo e ne arricchiscono le prospettive di analisi. Inoltre – e questo è un tratto di spiccata riconoscibilità della rivista – è stato sempre posto al centro della sua mission l’interesse e il coinvolgimento degli stakeholder del sistema agroalimentare nazionale ed europeo, cercando un dialogo costante e costruttivo con gli operatori e i portatori di interesse. Questo elemento è cruciale per una rivista che intende fare delle politiche, e del loro impatto sui territori, un punto di forza della propria identità scientifica.

Tutti gli intenti appena espressi sono condensati nel nome stesso della rivista, oggi conosciuta come Italian Review of Agricultural Economics (REA), che mantiene così un legame con il glorioso passato della testata – nata nel 1945 – e la rilancia verso una nuova stagione di ancoraggio e apertura a temi attuali ed emergenti, con un particolare sguardo al dibattito nazionale, accademico e non. È lungo questa traccia profonda e marcatamente identitaria che ha lavorato l’Editorial Board che oggi conclude il proprio mandato, e al quale intendiamo rivolgere il più sentito ringraziamento per l’impegno, la competenza e il senso di appartenenza dimostrati a beneficio della rivista e della sua comunità scientifica e operativa di riferimento. Con questo numero, il nuovo Comitato di redazione raccoglie un’eredità che non è soltanto memoria del passato, ma responsabilità viva verso il futuro della Rivista. Da tale consapevolezza nasce un rinnovato impegno a esplorare nuovi temi, nuovi approcci, nuovi interlocutori e collaborazioni scientifiche capaci di arricchirne lo sguardo e il ruolo nel dibattito contemporaneo che si mostra in continua trasformazione. Alle attestazioni di qualità già raggiunte speriamo di poter aggiungere l’accreditamento della rivista in Web of Science per migliorare il posizionamento della REA tra le riviste scientifiche di riferimento per gli economisti agrari e gli studiosi di politica agraria, allargando al contempo lo sguardo verso altri settori disciplinari con i quali vogliamo e dobbiamo dialogare. Desideriamo che la rivista continui ad essere un luogo di incontro per la comunità scientifica nazionale ed internazionale, ospitando contributi maturati in contesti scientifici appropriati: nei progetti di ricerca europei, nei gruppi di lavoro SIDEA e nelle altre società scientifiche di riferimento, nelle numerose iniziative scientifiche e istituzionali del CREA. Questo cammino è reso possibile dal sostegno del CREA e della SIDEA, dall’impegno e dalla vicinanza costanza della nostra casa editrice, dallo staff di supporto, ma anche dal contributo dei ricercatori, delle istituzioni, dei professionisti e dei portatori di interesse ai quali la Rivista si rivolge e sui quali il Comitato confida per proseguire, con rigore e passione, il proprio compito: diffondere conoscenza, alimentare confronto, custodire e rinnovare una tradizione scientifica al servizio della società.

Il Comitato di direzione

Mario Cozzi, Federica Demaria, Roberto Henke,
Maria Cecilia Mancini, Pietro Pulina,
Elena Claire Ricci, Laura Viganò