https://doi.org/10.36253/ds-16123

Notes and Discussions

Gli studi sul XVIII secolo in Giappone: situazione attuale e prospettive future. Riflessioni dal 46° Congresso nazionale della Società Giapponese di Studi sul Settecento

Sayano Osaki

Tokyo University of the Arts, Japan



Il 46° Congresso nazionale della Società Giapponese di Studi sul Settecento si è tenuto il 22 e 23 giugno 2024 presso l’Università di Osaka. È stato il primo Congresso interamente in presenza dopo la pandemia di Covid-19. Il programma ha incluso un simposio commemorativo per il prof. Hiroshi Mizuta, uno dei fondatori della Società e studioso del pensiero sociale, recentemente scomparso. Il ricordo è stato intitolato Rivisitando il percorso di uno spirito. Hiroshi Mizuta e il cammino della storia del pensiero sociale. A seguire si è tenuto un secondo simposio, dal titolo Ripensare il Settecento a partire dalla Rivoluzione francese. Il programma ha previsto anche dodici relazioni a tema libero, e una conferenza-concerto sul tema Gli indizi perduti del contatto tra Oriente e Occidente nella musica moderna per koto. Il sogno dei musicologi del Giappone moderno e contemporaneo.

Il simposio commemorativo per Hiroshi Mizuta ha compreso quattro relazioni. Nella prima (Hiroshi Mizuta: la fondazione della “storia del pensiero sociale” e la ricerca dell’“individuo moderno”) Takaho Ando ha ripercorso l’itinerario di Mizuta che, autodefinitosi ‘un marxista ritardatario’, ha sviluppato una metodologia che interrogava le forme sociali del pensiero e del suo scambio, preparando una storia del pensiero sociale basata sulla filologia, nella consapevolezza dell’isolamento sociale del pensiero e del valore dei libri in un periodo di stallo dei movimenti anti-establishment. Nella seconda relazione (La “storia del pensiero come unità organica” e la modernità di Hobbes) Yurika Umeda, basandosi sui recenti studi hobbesiani, ha riesaminato l’interpretazione del Leviatano da parte di Mizuta – che ne è stato anche il traduttore giapponese – concentrandosi sui punti cardine della modernità di Hobbes e sul concetto chiave della teoria dello Stato di natura, discutendo il significato e le questioni legate alla sua interpretazione. Nel terzo intervento (Gli studi di Hiroshi Mizuta su Adam Smith e l’Illuminismo scozzese) Tatsuya Sakamoto ha messo in luce l’originalità degli studi di Mizuta su Adam Smith e sull’Illuminismo scozzese, considerando la storia personale della formazione del suo pensiero come asse verticale e le tendenze di pensiero in Giappone e nel mondo che lo circondavano come asse orizzontale. Nel quarto contributo (Il marxismo di Hiroshi Mizuta) Kunihiko Uemura ha esaminato l’analisi del marxismo da parte di Mizuta in tre periodi diversi della sua vita accademica, discutendo cosa fossero per lui il pensiero di Marx e dei suoi seguaci.

Il simposio Ripensare il Settecento a partire dalla Rivoluzione francese ha visto la partecipazione di cinque studiosi specializzati su Germania, Inghilterra e Francia. Nella prima relazione (Retrospettiva e stato attuale degli studi sulla Rivoluzione in Giappone e Francia) Yoshihiro Matsuura ha diviso il dibattito sulla Rivoluzione francese in tre periodi cruciali: la fase iniziale, il periodo della nascita della “teoria della rivoluzione borghese” e l’era della ‘cultura politica’, confrontando principalmente le teorie sulla Rivoluzione francese degli ultimi due periodi e concentrandosi in particolare sui quadri di pensiero. Nel secondo intervento (La Rivoluzione francese e le due interpretazioni della Rivoluzione inglese: David Hume e Catherine Macaulay) Yuki Kusuda ha chiarito l’ambivalenza dell’interpretazione delle rivoluzioni inglesi nella Francia rivoluzionaria, basandosi su opere di storici britannici come la storia d’Inghilterra di Hume e quella di Macaulay ed esaminando il ruolo che il precedente della rivoluzione inglese ha avuto nello sviluppo storico francese. Nel contributo di Chihiro Umegaki (Il “dibattito sulla Rivoluzione francese” in Inghilterra e le pensatrici: sulla comprensione dell’“illuminismo”) viene analizzata la modalità con cui tre pensatrici che parteciparono al dibattito sulla Rivoluzione francese in Inghilterra negli anni Novanta del XVIII secolo – Mary Wollstonecraft, Hannah More e Anna Barbauld – utilizzarono il termine enlighten nelle loro teorie politiche e come reinterpretarono il concetto di illuminismo come movimento.

Il simposio è poi proseguito con Il Terrore e la Festa dell’Essere Supremo: la rigenerazione del popolo secondo Robespierre di Kazuhiko Ueda, che si è concentrato sul Terrore durante la Rivoluzione francese esaminando, in particolare attraverso i discorsi di Robespierre, la formazione di un’élite rivoluzionaria all’interno di una repubblica basata sulla sovranità popolare e le motivazioni che condussero al culto dell’Essere Supremo. Nell’ultimo testo (La Germania dell’epoca della Rivoluzione francese e Rousseau) Hideto Kumagai ha esplorato il concetto di ‘rousseauiano’, analizzando comparativamente l’adesione al pensiero di Rousseau da parte di tre intellettuali tedeschi dell’epoca della Rivoluzione francese – Gentz, Niebuhr e Fichte – e le loro rispettive proposte di superamento della dottrina del pensatore ginevrino.

Il convegno ha previsto a seguire la sezione delle relazioni a tema libero. Satoshi Shibagaki (L’origine e l’evoluzione della statistica amministrativa prussiana nella seconda metà del Settecento) ha illustrato il processo storico attraverso cui le indagini statistiche e il loro utilizzo si sono radicati nella pratica di governo, prendendo come caso di studio il Regno di Prussia nella seconda metà del XVIII secolo; Yuhei Obayashi (Gli illuministi a una tavola felice. Cucina, salute e governo nel discorso cameralistico dell’area germanofona del XVIII secolo) ha studiato come le conoscenze sulla cucina e sulla salute furono analizzate dal punto di vista della dottrina di governo nella Germania del XVIII secolo; Io Fujiwara (La teoria della società teatrale di Edmund Burke con particolare attenzione alla sua teoria teatrale giovanile) ha riconsiderato la teoria estetico-politica di Burke, esplorando la sua teoria del teatro-società attraverso l’esame del settimanale The Reformer, di cui questi si occupò durante il periodo dublinese, e dei suoi testi successivi; Keijin Hasebe (La Facoltà di Medicina dell’Università di Parigi come organo consultivo. Sul dibattito dell’inoculazione dopo il 1763) ha esaminato il ruolo della Facoltà di Medicina di Parigi come organo consultivo della Corona e del Parlamento di Parigi, prendendo come caso di studio un aspetto finora trascurato dalla ricerca storica: il dibattito sull’inoculazione dopo il 1763, quando i philosophes si ritirarono dalla discussione.

Gli interventi successivi hanno esplorato diversi aspetti dell’epoca dei Lumi. Yuta Yamashita (Trivelin fuori dai limiti: Trivelin e la falsa cameriera) ha discusso come valutare dal punto di vista drammaturgico il ruolo di Trivelin, un servitore che ricatta per denaro la sua padrona, una giovane nobildonna parigina che vuole mantenere segreto il suo travestimento; Yuriko Baba (Opere musicali per e sui bambini: casi del secolo dei Lumi) ha esaminato l’evoluzione delle opere musicali di epoca illuministica dedicate ai bambini o riguardanti temi dell’infanzia, considerandone il contesto e le relazioni con il pensiero e la letteratura contemporanea; ne Il saggio teorico sulla storia del pensiero dell’Enquiry. Critica teologica, educativa e governativa in W. Godwin Doruna Fujiyama esamina il posizionamento dell’“Enquiry” nell’Inghilterra del XVIII secolo, concentrandosi sugli scritti del pensatore e scrittore inglese William Godwin negli anni della Rivoluzione francese. Il saggio analizza i punti di convergenza tra le sue teorie educative, le critiche al sistema della proprietà e il suo pensiero politico radicale; Masahiro Naito, nel suo La giustizia globale in Wollstonecraft: cosmopolitismo e “carattere nazionale”, analizza il concetto di ‘carattere nazionale’ presente nelle Letters Written during a Short Residence in Sweden, Norway, and Denmark (1796) di Mary Wollstonecraft, verificando come la sua discussione su tale concetto abbia dato origine a un universalismo a livello politico.

Particolare interesse ha suscitato il filone di studi sull’Illuminismo scozzese e francese fino al periodo rivoluzionario. Shin Matsuzono (L’Illuminismo scozzese e la politica parlamentare. Con focus su James Maitland, ottavo conte di Lauderdale (1759-1839)) esamina l’attività politica e il pensiero di Lauderdale – spesso studiato principalmente dal punto di vista economico – analizzando come egli interpretasse il nuovo concetto di Scottishness all’inizio della Rivoluzione industriale; Yuki Murayama (Dalla prospettiva lineare alla composizione complessiva: la trasformazione del “colpo d’occhio” dalla fine del XVII secolo al XVIII secolo in Francia) discute come, concentrandosi sulla prospettiva lineare e sul ‘colpo d’occhio’, si sia arrivati a considerare non solo lo sguardo razionale degli artisti, esperti e conoscitori, ma anche quello fisiologico del pubblico. Yohei Akimoto (Dal paradosso del gusto alla malattia del secolo: una delle conseguenze dell’estetica illuminista francese) esamina le risposte di Chateaubriand e Madame de Staël a Marmontel. Quest’ultimo, nei suoi Principi della letteratura (1787), pur riconoscendo che l’affinamento del gusto può danneggiare il godimento, sostenne che la coltivazione del gusto ha una funzione nella formazione della ‘sfera pubblica’. Nel Genio del cristianesimo (1801) Chateaubriand considerò l’avversione stessa verso gli esteti del suo tempo come una condizione di quell godimento che caratterizza la ‘malattia del secolo’, mentre Madame de Staël in Della letteratura (1800) sosteneva che la coltivazione del gusto attraverso un atteggiamento analitico potesse rendere possibile anche la salvezza convenzionale; Hiroko Naruko (Perché la Rivoluzione francese generò la dittatura? Un’ipotesi: “Lo stato era in condizione di morte fino alla Festa dell’Essere Supremo”) esamina l’influenza di Rousseau sulla rivoluzione, analizzando come questi, allontanandosi dalla teoria delle ‘due teste’ (re e papa) ereditata da Hobbes e abbracciando quella della ‘religione civile’, abbia influenzato l’emergere della dittatura giacobina guidata da Robespierre.

Il 46° Congresso della Società giapponese per lo studio del XVIII secolo si è svolto attorno a un simposio in memoria di Hiroshi Mizuta e a un seminario sulla Rivoluzione francese; sono state presentate numerose relazioni libere sul pensiero sociale e politico, oltre a contributi di storia, estetica, letteratura e musica. Sebbene sia una società accademica di piccole dimensioni, con meno di 300 membri, nell’ultimo anno si sono aggiunti venti nuovi soci, il che fa ben sperare per il futuro sviluppo in Giappone degli studi sul Settecento.